Fig. 1

Ostia Antica dall’alto

Author:
Davide Mastroianni
Il ruolo di Bing Maps per la conoscenza dell’area urbana e suburbana

Bing Maps, nata nel 2005, con il nome di Virtual Earth, è una piattaforma di mappatura geospaziale prodotta dalla Microsoft e accessibile online; raggruppa funzionalità di geolocalizzazione e cartografia 2D e 3D. I dati sono visualizzabili sotto forma di mappe, immagini satellitari, fotografie aeree verticali e oblique e modelli 3D; questi ultimi, disponibili esclusivamente negli Stati Uniti d’America.

Questa ricerca, esito del lavoro svolto per la redazione della tesi specialistica dal titolo Bing Maps: fotointerpretazione archeologica via internet e portata avanti nel tempo, è nata dall’esigenza di testare, per la prima volta in assoluto, la piattaforma Microsoft  in qualità di supporto alla topografia aerea; di comprendere il meccanismo dietro il sistema di visualizzazione e rotazione dei fotogrammi e di valutarne l’utilizzo e la praticità. Al fine di garantire una buona percentuale di riuscita dei test, sono stati scelti, come aree campione, i siti archeologici di Veio, Ostia Antica, Cerveteri, Vulci e Tarquinia, certi che questi avrebbero restituito, se osservati da Bing Maps, un numero considerevole di tracce sul terreno.

La città di Ostia Antica cela ai nostri occhi evidenze archeologiche che hanno modo di mostrarsi unicamente da una prospettiva aerea. Nel 1911 questa intuizione ha motivato Dante Vaglieri a eseguire il Rilievo Fotografico di Ostia dal Pallone. Nel 1995 è stato pubblicato l’Atlante di Ostia Antica, con la realizzazione di un aerofotopiano dell’intera città, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia di Ostia e la Compagnia Generale Riprese Aeree Aerofotogrammetrica Nistri. Tra il 1996 e il 2001, un team diretto dal Prof. Michael Heinzelmann dell’Università di Köln, in collaborazione con l’American Academy di Roma, il Bayerisches Amt für Denkmalpflege Geographisches, l’Institut der Universität Bonn, l’Institut für Photogrammetrie und Fernerkundung, la Technische Universität München e la Soprintendenza Archeologica di Ostia, ha avviato un progetto mirato all’analisi dei settori non ancora scavati dell’area urbana Ostiense, attraverso l’ausilio delle prospezioni geofisiche, dell’interpretazione sistematica di foto aeree e di sondaggi di scavo stratigrafico.

Fig. 2

Fig. 2. Foto aerea Sara Nistri 1985, elaborata da M. Heinzelmann, nella quale si riconosce la domus a pianta quadrata.

Sono state raccolte trenta levate fotografiche realizzate tra il 1911 e il 1998 e conservate presso l’Aerofototeca Nazionale e il Bayerisches Amt für Denkmalpflege Geographisches (Vaglieri 1911, SARA Nistri 1938, Royal Air Force 1943; IGM Volo Base 1954, Aeronautica Militare 1964, SARA Nistri 1985). Una foto, l’ultima in particolare del 1985, ha suscitato maggiore interesse, poiché mostrava chiaramente la presenza di una domus nella Regio V a sud delle Terme del Nuotatore di ca. 60 x 60 m, accessibile a nord (Fig. 2). Questa, molto probabilmente priva di atrio, è costituita da un grande peristilio quadrato, circondato da diversi vani.

Al 2005 risale un lavoro multidisciplinare, condotto da Simon Keay, Martin Millett, Lidia Paroli e Kristian Strutt della University of Southampton, in collaborazione con la British School di Roma, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Ostia e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha portato all’individuazione di diverse strutture e dell’acquedotto nell’area sud-occidentale del Porto di Traiano. Sempre Simon Keay e Martin Millet, nel 2014, hanno confermato, inoltre, l’esistenza di nuove strutture a NO della Regio III, oltre il Tevere, confermando un’estensione della città di Ostia superiore a quella conosciuta.

La ricerca, che ho personalmente condotto, ha consentito di individuare nuove anomalie e di confermare quelle già segnalate, attraverso l’osservazione delle riprese aeree oblique di Bing Maps, opportunamente rielaborate attraverso l’utilizzo di programmi ad hoc. Le numerose tracce riscontrate all’interno delle Regiones non scavate, dell’area suburbana meridionale e dell’area del Porto di Traiano sono state georeferenziate e inserite all’interno di una cartografia che restituisce la pianta di distribuzione delle tracce (Fig. 3).

Fig. 3

Fig. 3. Particolare della carta di distribuzione della tracce archeologiche, su base cartografica CTR 1:10000 della Regione Lazio. In evidenza la domus della Regio IV.

Le numerose immagini oblique di Bing hanno consentito di determinare la presenza di edifici e quartieri all’interno dell’area urbana di Ostia e nello specifico: la Regio V, la Regio IV e il settore immediatamente fuori la cinta muraria orientale, la Regio III e, infine, l’area situata a SE tra il Porto di Traiano e le sponde interna del Tevere. Per questo contributo sono state selezionate le foto che restituivano gli elementi in traccia più nitidi.

Cropmarks negativi evidenziano la presenza di una strada rettilinea che, con andamento NO-SE, conduce agli Horrea di Ortensio. Da questa strada si distaccano due assi di uguale spessore, in senso NE-SO, che suddividono il settore orientale della Regio in due isolati di forma trapezoidale; un terzo asse di spessore minore e con andamento O-E, delimita il settore occidentale in unico isolato di maggiori dimensioni (Fig. 4).

Fig. 4

Fig. 4

Cropmarks positivi e negativi, presenti all’interno degli isolati appena descritti, mostrano delle strutture sepolte: un edificio a pianta rettangolare e ripartito in vani di grandezza variabile, in senso NE-SO, che si affaccia sulla strada d’ingresso agli Horrea e una serie di ambienti quadrangolari situati lungo il margine NO dello stesso asse viario ed evidenziati da cropmarks negativi più scuri.

Un grande edificio a pianta rettangolare, suddiviso in numerosi ambienti di dimensioni differenti e da un probabile atrium di forma quadrata, messo in evidenza da un cropmark negativo più scuro della stessa forma, è individuabile nella zona settentrionale dell’isolato occidentale di maggiori dimensioni citato precedentemente (Fig. 5). La struttura, con orientamento NS, è da mettere in relazione con il complesso delle Terme del Nuotatore, scavato dall’Istituto Italiano di Archeologia tra il 1966 e il 1975. Dall’immagine aerea appare come la struttura termale prosegua planimetricamente con le tracce dell’edificio rettangolare sepolto. Questo fu individuato in parte da M. Heinzelmann nella foto aerea della SARA Nistri del 1985.

Fig. 5

Fig. 5

Numerose e nitide sono le tracce nell’area compresa tra la Regio IV e il settore esterno a ridosso della linea di cinta muraria. Tra queste ne spicca una in particolare per la sua chiarezza e la sua leggibilità. La traccia mostra una struttura d’imponenti dimensioni orientata in senso EO (Fig. 6).

Fig. 6

Fig. 6

L’edificio, segnalato parzialmente da Heinzelmann, è caratterizzato da un corridoio di accesso, posta nell’angolo a N, e delimitato da una fila di tabernae disposta su entrambi i lati; da questo ingresso, si accede, proseguendo verso S, all’interno di diversi ambienti di dimensioni differenti tra loro. Superati questi, sempre verso S, si ha accesso a un edificio più grande a pianta rettangolare, suddiviso a sua volta in due ambienti: il primo più piccolo a O, ripartito in vani e il secondo immediatamente a E orientato in senso OE. Quest’ultimo risulta essere a prima vista un ampio cortile esterno, con impluvium a pianta circolare, evidenziato da un cropmark negativo più scuro della medesima forma.

Lasciandosi alla spalle il cortile, e proseguendo verso E, si accede a un edificio di forma rettangolare, molto più ampio del precedente; questo presenta, sul lato E, una serie di ambienti di forma rettangolare delimitati alle estremità da due vani absidati. Lungo il lato N, si osservano un ambiente rettangolare e una struttura di forma quadrata (base di un podio?). A margine del lato S, e con orientamento OE, è possibile rilevare la presenza di fori circolari, evidenziati da cropmarks negativi di colore più scuro, distribuiti in maniera regolare ed equidistanti l’uno dall’altro. I buchi delineano una perimetro di forma rettangolare, disponendosi come segue: quattro sui lati corti e nove sui lati lunghi. Un approccio d’identificazione appare azzardata. Appare chiaro, invece, come l’intero edificio sia in asse con il Foro di Porta Marina e, probabilmente, come mostra l’immagine aerea, i due edifici facevano, forse, parte di un unico grande complesso pubblico. Heinzelmann presuppone possa trattarsi di una villa suburbana.

All’interno della Regio III, e nello specifico lungo il tracciato di Via della Foce, che verso NO conduce allo sbocco del Tevere, e nei pressi del quartiere di Via Serapide, una serie di cropmarks positivi e negativi evidenziano chiaramente una fitta occupazione dell’area, organizzata in insulae e isolati. Diverse strutture, molto probabilmente legate ad attività di scambio e di commercio fluviale e marittimo tra la città di Ostia e il Mar Mediterraneo, si dispongono lungo le sponde del Tevere, a NO della Regio III (Fig. 7).

Fig. 7

Fig. 7

Situazione simile si riscontra nei pressi del Porto di Traiano, tra il settore immediatamente a E del area portuale e le sponde interne del Tevere. Dampmarks, cropmarks e soilmarks rivelano la presenza dell’acquedotto romano, con orientamento EO, con diverse strutture disposte lungo i suoi margini (Fig. 8) e un edificio di forma quadrangolare nell’angolo N dell’acquedotto (Fig. 9).

Fig. 8

Fig. 8

Fig. 9

Fig. 9

In prossimità del settore sud occidentale dell’area portuale, a ridosso della sponda interna del Tevere, è visibile una struttura a pianta rettangolare, disposta in asse con le mura sud occidentali, suddivisa in due ambienti: il primo da NE ha al suo interno una stanza quadrata divisa longitudinalmente in due vani, mentre il secondo, a seguire, presenta un cortile interno (Fig. 10).

Fig. 10

Fig. 10

Bing Maps si è mostrato uno strumento di grande supporto per gli studi di archeologia aerea e di aerofotointerpretazione archeologica. I dati pubblicati in questa sede non vogliono che fornire, per ora, un contributo parziale, ma di notevole e fondamentale importanza, per comprendere lo sviluppo topografico e le dinamiche di trasformazione antiche di una delle città romane più importanti del panorama archeologico internazionale e mondiale.

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Bibliografia
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