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Uno spazio sacro lungo il mare: la Sinagoga di Ostia

Author:
Mary Jane Cuyler
La Sinagoga: Scoperta e Scavi
La sinagoga ad Ostia Antica si trova piuttosto lontano dall’ingresso del sito, e i visitatori che si incamminano verso questo straordinario manufatto avvertono un piacevole senso di solitudine. Perfino nei giorni feriali estivi pieni di turisti, ti ritroveresti probabilmente da solo, libero, ad esplorare la sinagoga lontano dagli altri gruppi di turisti. Avresti comunque un pubblico rappresentato dal pesante traffico che percorre velocemente la SS296 che conduce al vicino aeroporto di Fiumicino. Come mai questa sinagoga si trova qui, in questa area remota della città antica? E perché vi è stata costruita una strada pubblica proprio così vicino?

La Sinagoga di Ostia” Bollettino d’Arte October-December 1961, Figure 12)

La Sinagoga di Ostia (Bollettino d’Arte October-December 1961, Fig. 12)

É una storia interessante. Nella primavera del 1961 era in fase di completamento la costruzione della strada che conduce da Roma all’aeroporto Leonardo da Vinci, appena aperto. La strada era stata progettata attentamente in modo da lasciare un ampio margine intorno ai resti di Ostia Antica. Allora, come ora, gli scavi non erano mai stati portati a termine, ma gli archeologi credevano di avere un’idea abbastanza chiara riguardo l’estensione della città antica. Immagina la sorpresa e la costernazione di quegli addetti ai lavori quando scoprirono un pezzo di strada romana, la via Severiana, oltre a un importantissimo manufatto! Si scoprì che Ostia Antica era molto più grande di quanto si potesse pensare.

Le lucerne impresse con disegni di menorah  (M.F. Squarciapio, “The Most Ancient Synagogue” The Illustrated London News September 28, 1963, fig. 13)

Le lucerne impresse con disegni di menorah  (M.F. Squarciapio, “The Most Ancient Synagogue”, The Illustrated London News September 28, 1963, fig. 13)

Le sorprese continuavano ad arrivare. Il direttore degli scavi, la Prof. Maria Floriani Squarciapino, iniziò immediatamente gli scavi di questa nuova struttura e, durante la pulizia dello strato superficiale, gli addetti ai lavori scoprirono due enormi travi di supporto di marmo con l’immagine di una lampada ad olio ebrea menorah scolpita in ciascuna delle travi. In un’altra stanza, furono trovate lampade impresse con disegni di menorah cosparse su tutto il pavimento. Questa importantissima struttura era una sinagoga antica.

La scoperta fece notizia in tutto il mondo. Fino ad allora c’erano state poche tracce della presenza ebrea ad Ostia, il che aveva sempre sorpreso i ricercatori poiché esistono testimonianze della presenza di ebrei a Roma fin dal primo secolo a.C. Desiderosi di scoprire e di ripristinare questa importante struttura, furono immediatamente intrapresi rilevanti scavi nel 1961 e 1962. Seguirono scavi minori portati a termine nel 1963, 1964 e nel 1977.

La sinagoga dopo lo scavo e primo del restauro. (Archaeology magazine, September 1963, p. 195).

La sinagoga dopo lo scavo e primo del restauro. (Archaeology magazine, September 1963, p. 195).

Desiderosi di scoprire e di ripristinare questa importante struttura, furono immediatamente intrapresi rilevanti scavi nel 1961 e 1962. Seguirono scavi minori portati a termine nel 1963, 1964 e nel 1977.

First page of Prof. Squarciapino’s article on the synagogue in Archaeology magazine, September 1963.

Articolo nella rivista Archaeology, Settembre 1963.

La Prof. Squarciapino pubblicò molti articoli sulla sinagoga, inclusa una popolare relazione nella rivista . Trasse un numero di conclusioni preliminari sulle diverse fasi della costruzione della sinagoga. Basandosi sul tipo di mattoni usati nella prima fase della costruzione, pensò che la sinagoga fu costruita nel primo secolo a.C. Il manufatto subì un numero di rinnovamenti nell’arco dei secoli. La Prof. Squarciapino analizzò lo stile dei mosaici e giunse alla conclusione che il rinnovamento più significativo della sinagoga ebbe luogo nel quarto secolo A.D. Queste conclusioni ebbero vasta eco in tutto il mondo. La sinagoga di Ostia era la sinagoga più antica mai trovata in Europa.

Una sinagoga ‘segregata’?
La sinagoga fu costruita lungo l’antica linea costiera, e probabilmente godeva di una perfetta vista mare. Oggi, si arriva alla struttura attraverso un enorme campo. Molti visitatori odierni hanno l’impressione che la sinagoga sia stata costruita lontano dai principali quartieri di Ostia. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Un esame geofisico eseguito nelle aree ancora da esaminare intorno a Ostia ha rivelato che la città si estendeva molto al di la della stessa sinagoga. Gli scavi hanno perfino rivelato che la sinagoga si trovava dall’altro lato della strada, di fronte a un enorme complesso termale, non lontano da una sontuosa villa. Nonostante tutte le apparenze contrarie, la sinagoga era veramente parte integrante di una delle zone più trafficate di Ostia.

La indagine geofisica dell'Istituto Archeological Germanico e  American Academy of Rome.

L’indagine geofisica dell’Istituto Archeological Germanico e American Academy of Rome.

Scavi e studi recenti 
Se i tuoi viaggi ti hanno portato alla sinagoga durante le recenti estati, sarai probabilmente rimasto sorpreso nel vedere che era ancora in corso un’investigazione nell’archeologia del manufatto e di tutta la struttura circostante. Il Prof. L. Michael White, che dirige l’Istituto per lo Studio dell’Antichità & delle Origini cristiane all’Università di Texas ad Austin, ha intrapreso la missione di scoprire la storia mai raccontata della sinagoga di Ostia.Siccome non è mai stata stesa una relazione conclusiva sugli scavi archeologici, molte delle conclusioni preliminari della Prof. Squarciapino devono essere riviste. La squadra del Prof. White ha affrontato questo compito in due modi. Per prima cosa hanno accuratamente studiato e catalogato le migliaia di inediti manufatti portati alla luce negli anni ’60 e ’70.

Michael White e la sua squadra.

Michael White e la sua squadra.

Oltre a questa ricerca d’archivio, la squadra ha eseguito una serie di scavi strategici dentro e intorno al manufatto, e lungo la via Severiana. I metodi di scavo sono cambiati negli ultimi 50 anni, così come è cambiata la conoscenza scientifica dei manufatti e delle costruzioni, e quindi è di vitale importanza che la squadra esegua i lavori alla luce di questa rinnovata conoscenza. Il Prof. White e la sua squadra stanno preparando le pubblicazioni sulla sinagoga le quali forniranno i risultati degli studi d’archivio e dei recenti scavi. La squadra è alle prese con alcune domande alquanto difficili, come: La struttura era stata progettata e costruita in quanto sinagoga fin dall’inizio, oppure era stata costruita per uno scopo diverso, prima di diventare sinagoga? C’era un mikvah, o area di balneazione rituale, nella sinagoga? E, se così, dove si trovava? Per quanto tempo è stata usata, e quando fu costruita con esattezza?

Michael White e la sua squadra nel 2015.

Michael White e la sua squadra nel 2015.

Il pubblico deve attendere la pubblicazione finale prima che queste questioni, così come tante altre, possano essere esaminate pienamente. La squadra ha scoperto valide evidenze che la prima fase della costruzione della struttura risale grosso modo a dopo il primo secolo A.D. Bisogna tener presente che l’ipotesi originale della Prof. Squarciapino riguardo la costruzione della struttura risalente al primo secolo si basava sull’aspetto delle opere murarie. Cinquant’anni più tardi, gli archeologi stanno cominciando a scoprire che i mattoni e le opere murarie non riescono sempre fornire date precise.

Similmente, la teoria delle ristrutturazioni del quarto secolo si basava sullo stile decorativo dei mosaici. Come con le opere murature, gli archeologi stanno cominciando a rivedere le proprie idee riguardo le decorazioni dei mosaici e la loro utilità per una datazione precisa. La Dott.ssa Daniela Williams è la specialista delle monete per la squadra del Texas. Nella sua indagine sulle monete trovate durante gli scavi degli anni ’60, scoprì diversi esempi di monete trovate direttamente sotto alcuni mosaici. Quando esaminò più da vicino queste monete, capì che alcune di esse risalivano al tardo quarto e perfino al tardo quinto secolo A.D. Ciò significa che la sinagoga aveva subito rinnovamenti sostanziali fino alla fine del quinto secolo, e che quindi era stata usata per almeno un secolo in più di ciò che si credeva.

Una struttura dalle molte funzioni
Pianta del complesso della sinagoga di L. Michael White.

Anche se di solito pensiamo alle sinagoghe come luoghi d’incontro e di culto, esistono evidenze di varie attività diverse nell’ambito della struttura. Questa piantina (della sinagoga) mostra la configurazione della struttura con numeri che indicano le varie stanze o aree. Ci sono tre strutture separate: la IV.17.1, struttura principale della sinagoga; la IV.17.3, struttura dalle funzioni sconosciute la quale fu distrutta dalla costruzione dell’attuale strada pubblica, e la IV.17.2, che potrebbe aver avuto una funzione domestica.

 Nella fase finale della costruzione della sinagoga, le persone vi sarebbero entrate attraverso l’Area 1, che conduceva in un cortile all’aria aperta. Nella stessa struttura vi si accedeva attraverso gradini che portavano nella stanza 8, usata come ingresso principale. Stanze più piccole, a destra e a sinistra, erano decorate con mosaici. Un mosaico nella stanza 8 sembrava rappresentare 3 oggetti rituali; Un calice (o incensiere?), una pagnotta di pane, e probabilmente una pergamena.

Un mosaico nella stanza 8. (Brent Nongbri)

Un mosaico nella stanza 8. (Brent Nongbri)

Attraverso gli enormi pilastri il visitatore arriva nella sala riunioni, la quale rappresenta il cuore della sinagoga. Il Sacrario curvo della Torah, con le spalle rivolte a est, verso Gerusalemme, era il ricettacolo per i libri sacri. I famosi pilastri con le lampade menorah affiancano il Sacrario della Torah, ma sono soltanto delle copie, non gli originali. Uno dei pilastri originali si trova vicino al Museo di Ostia e l’altro viene esposto in varie esibizioni.

La sala di riunione, stanza 14. (Gerard Huissen) width=

La sala di riunione, stanza 14. (Gerard Huissen)

Ritornando indietro verso l’entrata della struttura, gira a destra e scendi le scale che ti portano alla stanza 10. Ogni visitatore che entra in questa stanza, immediatamente ne riconosce la funzione: In un angolo c’è un grande forno per cuocere il pane, e una panca con una enorme lastra di marmo la quale veniva probabilmente usata per la preparazione del cibo. E’ in questa stanza che sono state scoperte le lampade di menorah.

La cucina col forno, stanza 10. (Copyright RomArchivio)

La cucina col forno, stanza 10. (RomArchivio)

Accanto alla stanza 10 c’è un gruppo di stanze (15-16-17) le quali funzionavano come area di preparazione del cibo nella sua fase finale. La panca in basso nella stanza 16 era probabilmente usata per cucinare il cibo su bracieri portabili. Alcuni anni fa, la squadra del Texas trovò un tubo di scarico dietro la stanza 17, il che vuol dire che in quell’area si faceva uso di acqua. L’enorme spazio della stanza 18 continua ad emanare un po’ di mistero. La Prof. Squarciapino vi scoprì i resti di grosse panche lungo i muri, il che porterebbe a pensare che essa veniva usata come camera da pranzo. Nel centro della stanza, comunque, sono stati trovati diversi tubi di scarico, il che suggerirebbe che l’acqua si raccoglieva proprio qui, o che l’area era a cielo scoperto.

La lunga e stretta struttura adiacente alla sinagoga (IV.17.2) sembra sia funzionalmente ad essa collegata, ma l’uso esatto che se ne faceva rimane sconosciuto. L’ingresso attraverso la stanza 1 era ampio, ma in qualsiasi stanza si voleva andare bisognava accedervi salendo le scale della stanza 2. La stanza 3 aveva la funzione di area di stoccaggio. Alla stanza 4 vi si accedeva dall’esterno e non attraverso l’ingresso principale. Il pavimento era costituito da un semplice mosaico bianco e nero. Dietro la struttura si trovava una piccola e bellissima fontana o nymphaeum.

Una scala della struttura adiacente alla sinagoga (Brent Nongbri)

Una scala della struttura adiacente alla sinagoga (Brent Nongbri)

Per molti versi, la sinagoga rappresenta un esempio iconico del passato, del presente e del futuro dell’archeologia di Ostia. La sua scoperta ha radicalmente allargato l’estensione del vecchio porto della città ed ha fornito un’importante evidenza della presenza di una prosperosa comunità ebrea, durata per generazioni. I vasti scavi e le importanti scoperte sotto la guida della Prof. Squarciapino hanno fornito agli archeologi moderni ampio materiale per studiare e riesaminare il tutto con tecniche aggiornate e con un approccio completamente diverso. In tutta Ostia, dalle vecchie scoperte, gli archeologi stanno creando nuova conoscenza. Questi studi gettano le basi per il futuro dell’archeologia.

Traduzione a cura di Luigi Polsinelli

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